Essere bambini a Taiwan, la dura vita scolastica fin dall'infanzia.Troppe ore di studio e poco tempo per giocare. Un percorso difficile, selettivo e competitivo che inizia già dall'asilo.

 

Giancarlo Zecchino , un italiano che vive da parecchi anni a Taipei, conosce oramai bene usi e costumi di questa società,  ci racconta la sua esperienza per quanto riguarda il duro sistema scolastico Taiwanese.

Qui i bambini sin dall'asilo entrano nel giro dell'organismo scolastico selettivo e competitivo, trascorrono gran parte della giornata nelle scuole, dal mattino presto fino la sera tardi, io stesso sono entrato di persona in contatto con questa realtà quando stavo a Taipei ospite di un mia cara amica, ho visto la figlia di appena 10 anni uscire di casa per andare a scuola alle 7.00 del mattino, per poi rientrare la sera alla 21.00 e fare i compiti fino alle 23.00.. C'è un mondo competitivo che sin da piccolissimi influenza la propria carriera scolastica, se non raggiungi un buon punteggio potresti vederti precludere la possibilità di accedere alle migliori e più ambite scuole medie, superiori e via via fino all'università, questo crea una pressione da parte dei genitori che sono disposti a spendere ingenti somme per dare il meglio dell’istruzione e per questo si spinge i bambini ad impegnarsi sempre di più e non deludere i familiari, a noi italiani sembra così innaturale, per noi i bambini piccoli dovrebbero avere come loro priorità il gioco, ma qui in estremo oriente dalla Cina e Taiwan, dal Giappone e Corea  si è consapevoli che per creare un futuro migliore e per portare benessere alla società occorre partire dai giovani e investire nelle risorse future, per questo creare una futura generazione dirigente, preparata, diligente ed educata, con i piedi ben saldi per terra è una priorità indiscutibile, come si sa la società qui investe molte risorse nella scuola, ingenti somme ed attenzione vengono versate sia dai governi che dai singoli genitori, a Taiwan e Asia dell'est le scuole sono efficienti e oramai stanno surclassando le migliori al mondo.. A questo va aggiunta la tendenza dei ragazzi a non contraddire mai il volere della società e ben che meno il volere dei genitori, qui come tutti sappiamo c'è un rispetto e sottomissione per le persone più anziane e per i genitori, mai si può contraddire chi è più vecchio di te. Questo crea dei giovani molto dediti allo studio, ma stressati e costantemente sotto pressione, sotto torchio specialmente nel periodo in cui si svolgono gli esami, da questo scaturisce la disputa su chi crede che questa concezione di scuola sia inadatto per creare persone capaci di avere una futura immaginazione, creatività, spontaneità libertà di seguire i propri sogni e dare sfogo alle proprie passioni e chi invece sostiene che questo sistema sia vincente, non a caso le maggiori aziende High Tech Statunitensi oltre ad assume esperti informatici dall'Asia stanno importando il sistema scolastico cinese a casa propria, a loro dire le nuove generazioni di studenti americani non riescono a stare al passo degli studenti cinesi e rimangono sempre ad un livello  inferiore per quanto riguarda la preparazione universitaria, specialmente nel settore ingegneristico.

Ben diversi da noi italiani, abituati ad essere più spontanei e creativi.

 

Ecco qui l'esperienza vissuta in prima persona da Giancarlo Zecchino:

 

"Dacchè ho iniziato a lavorare nei 補習班 (buxiban), nelle scuole di ripetizione per bambini, mi sono sempre chiesto la ragione della loro esistenza, e scoprirlo è stato illuminante per capire meglio la società taiwanese.
I bambini taiwanesi, poveracci, iniziano la loro giornata molto presto. Prima delle otto devo essere in classe per ripassare la lezione. Tra le dodici o l'una gli insegnanti dei buxiban vanno a prendeli da scuola e li portano al buxiban, dove i bambini prima mangiano, poi riposano un pò e subito dopo iniziano a fare i compiti con l'aiuto delle maestre di ripetizione.

Solitamente iniziano a fare i compiti alle tre fino alle cinque o le sei di pomeriggio, orario in cui iniziano i corsi di lingua inglese, o di scienze, o di matematica, ecc organizzati dal buxiban. Tutti questi corsi interni proseguono fino alle otto, a volte le nove, di sera. Ed è solo allora che i bambini possono tornare a casa. Se per caso un bambino si ammala, c'è una maestra del buxiban addetta a telefonargli e aiutarlo a fare in compiti. Insomma, questi bimbi non hanno proprio via di scampo! Si può dire che passano più tempo al buxiban, dove tra l'altro hanno il proprio sacco a pelo e la propria scodella da riso, che a casa...i bambini vivono e crescono nel buxiban!

 

Ora immaginate quanto fosse difficile per me insegnare a dei bambini ultrastressati. Dopo una mattinata a scuola, un pomeriggio passato al chiuso a fare i compiti, arrivate le sei questi bambini dovevano pure subirsi la mia lezione di inglese. Un pò dipiaciuto per il loro tragico destino, ho deciso una volta di non assegnare loro altri compiti. Non l'avessi mai fatto! I genitori si sono subito lamentati: hanno scambiato la mia empatia per pigrizia!

 Ma perchè la maggiorparte dei genitori taiwanesi sottopone i propri figli a questo supplizio? In origine pensavo fosse perchè vogliono dare ai figli la migliore istruzione possibile, ma poi mi sono reso conto che la maggioranza lo fa per uno spirito di competizione, per lo smodato desiderio di fare bella figura, o peggio, perchè non hanno tempo da dedicare ai figli. Ciò che i genitori

taiwanesi vogliono non è ciò che è meglio per il proprio figlio, ma che il loro figlio sia migliore del figlio di qualche altro! E' questa mentalità, questa smodata voglia di apparire, che obbliga i bambini taiwanesi ad un'infanzia stressata, che li priva della leggittima spensieratezza infantile e adolescenziale, che li rende macchine da competizione...
Chi salverà i bambini taiwanesi dall'ossessiva cura e dalla sfrenata ambizione dei loro genitori?"

 

Articolo originale tratto dal blog VIVERE A TAIWAN https://sialiagency.blogspot.it/

 

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Autore Giancarlo Zecchino

 Docente di lingua e cultura italiana e cinese, blogger, laureato in Mediazione linguistica indirizzo Lingue orientali presso l'Università degli Studi di Torino, si specializza in Didattica della lingua cinese L2 presso la National Taiwan Normal University. Vive a Taipei dove lavora come docente di lingua, cultura e gastronomia italiana, collabora come interprete per l'ICE di Taipei e la TAITRA di Milano, e svolge attività di consulenza per aziende italiane e taiwanesi nei settori della ristorazione, del food, e del turismo. Curatore del blog "Vivere a Taiwan", uno spazio divulgativo per approfondire la conoscenza sulla società cinese. Direttore di Siali International Ltd, un'agenzia di consulenza che offre servizi nei settori della meccanica, cosmesi, design, ristorazione e turismo.

 

 

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