• Chiara Monaco

Film per conoscere Taiwan - #11 The great buddha+

Il cinema di Taiwan è strettamente legato alla sua storia. Nato all'inizio del '900, ha continuato a raccontare sino a oggi i cambiamenti politici che si sono succeduti sull'isola: l'occupazione giapponese e le rivolte aborigene, il ritorno sotto la Repubblica Cinese e l'incidente del 228, la legge marziale e la democratizzazione del paese.


Il cinema di Taiwan racconta anche della cultura del suo popolo: il cibo, la musica, le leggende popolari, l'amore, il potere, l'ammirazione per la natura. Tutto questo è stato raccontato da registi come Hou Hsiao Hsien, Edward Yang, Ang Lee, Wei Tesheng e molti altri, ognuno dal suo personale punto di vista.


Con questa rubrica abbiamo voluto consigliarvi 12 film taiwanesi, che vi aiuteranno a comprendere meglio la realtà dell'isola in tutte le sue sfaccettature. I verranno presentati dal meno al più recente e molti di essi hanno vinto dei premi al festival del cinema di Taiwan (il Golden Horse Film Festival). Dato che molti di essi non hanno un titolo italiano ufficiale, abbiamo riportando inizialmente il titolo in inglese e sotto la traduzione italiana.



#11 The great buddha+ (2017)

Traduzione italiana del titolo: Il grande buddha+

Titolo originale: Dà fó pǔ lā sī 大佛普拉斯

Regista: Huang Hsin-yao 黃信堯

Genere:  commedia nera, drammatico

Riconoscimenti: 5 premi presso il il Golden horse festival, Vincitore del premio NETPAC al Toronto International Film Festival

Trama: Pickle è la guardia notturna di una fabbrica che costruisce grandi statue di Buddha in bronzo. Spesso viene viene a fargli visita l'amico Belly Bottom, che si guadagna da vivere raccogliendo spazzatura da riciclare. Una notte per passare il tempo, decidono di guardare i video della telecamera per auto del padrone della fabbrica. Vengono così a conoscenza delle relazioni clandestine dell'uomo e di un terribile segreto...


Perché vederlo: Il punto forte del film è il suo humor nero: la comicità è portata avanti dalle situazioni, dall'editing e dalla voce narrante del regista (che - come spiega a inizio film - ha insistito perché il suo commento venisse incluso nella pellicola). Nonostante questo film faccia ridere, la realtà che rappresenta è amara: i protagonisti e la maggior parte del cast appartiene alla classe operaia, che non ha alcuna possibilità né volontà di andare oltre la propria condizione, e può solo guardare con invidia la vita dei ricchi e potenti. Per questo motivo la maggioranza del film è in bianco e nero, mentre le registrazioni che ritraggono la vita segreta del capo della fabbrica sono a colori: per i due protagonisti la vita del loro capo è l'unica cosa vivida, interessante, "colorata" nella loro squallida e grigia esistenza. Un altro tema del film è il legame tra la religione e il potere: il buddhismo è strumentalizzato dalla classe dirigente, una fragile facciata di santità dietro la quale nascondere le proprie malefatte. All'osservatore attento questo tema sarà evidente soprattutto nel finale, che renderà chiara la scelta del titolo "Il grande buddha +".


Trailer ufficiale


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